Self-publishing & fotografia: Afronauts, un caso di successo

Self-publishing & fotografia: Afronauts, un caso di successo Illustrazione: Stefano Pietramala

Negli ultimi anni, il numero di testate giornalistiche e di spazi dedicati al foto-giornalismo, inteso nel senso più ampio del termine e nelle varie estensioni di genere, si è fortemente ridotto. Moltissimi giovani e brillanti fotografi, ormai, non trovano più sbocchi per la pubblicazione e la diffusione del proprio lavoro o semplicemente, in assenza di un interlocutore, non riescono più a valutare se le loro idee, i loro progetti possano essere interessanti per il pubblico che si prefiggevano di raggiungere.

© Cristina de Middel

©: Cristina de Middel

Da questa situazione di crisi, sono nati, soprattutto all’estero, molti progetti di self-publishing dedicati esclusivamente alla fotografia, alcuni dei quali hanno avuto un ottimo riscontro come nel caso di The Afronauts, un progetto di Cristina de Middel, giovane fotografa spagnola. The Afronauts è un divertente reportage immaginario di conquista spaziale da parte di un’ipotetica nazione africana; auto-pubblicato ha venduto in pochi mesi più di 1.000 copie, un risultato assolutamente brillante per un libro di self-publishing.

The Afronauts ripercorre la storia del surreale e assolutamente assurdo tentativo fatto in Zambia di portare il primo astronauta africano sulla Luna.

Nel 1964, all’apice della corsa internazionale allo spazio e pochi mesi dopo l’indipendenza dal Regno Unito, venne fondata la prima agenzia spaziale del Paese.

Il programma nacque dalla fantasia di un professore di scienze in pensione, Edward Makuka Nkoloso, che coltivava da sempre l’ambizioso progetto di portare il suo Paese a conquistare la Luna con la sua astronave fatta di rame e alluminio.
Intrecciando realtà e finzione in un racconto eccentrico, The Afronauts propone materiale apparentemente d’archivio e ironiche messe in scena, dove la fantasia si confonde con gli aspetti più prettamente documentaristici.

©: Cristina de Middel

©: Cristina de Middel

“Dell’Africa ci vengono spesso proposte raffigurazioni post-coloniali e condiscendenti”, spiega Cristina De Middel. “Io ho voluto dimostrare che, sebbene talvolta non condividiamo lo stesso livello di progresso tecnologico, tuttavia abbiamo gli stessi sogni”.

Martin Parr, grande fotografo della famosa agenzia Magnum ha reputato questo libro un grande prodotto editoriale e lo ha promosso nel più importante festival dedicato al reportage, quello di Arles. A oggi il libro, sul sito di libri rari AbeBooks, vale più di 1.300 dollari.

Ovviamente non è così semplice fare un libro fotografico self-published di successo, ci vuole una grande idea, capacità professionali e una buona capacità di progettazione, ma è chiaro che per molti fotografi il self-publishing è un ottima possibilità (se non l’unica) di ottenere visibilità e di potersi esprimere artisticamente.

 

 

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Rubrica: Fotografia & Self-Publishing, Il Salotto, Top post

  • Scritto da:

  • Paolo Granata
  • Nel mondo della fotografia dai tempi in cui si diceva "il colore è cheap, il B&N quello si che è arte". Appassionato di musica jazz, boxe e osterie popolari. Consulente per MondadoriPortfolio dal 2012, dopo aver lavorato in varie agenzie fotografiche in Italia e all’estero. La fotografia per me è un universo infinito d’incredibili sorprese.


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