Blog sì, blog no: il dilemma dello scrittore

Blog sì, blog no: il dilemma dello scrittore

L’anno scorso ho partecipato alla conferenza annuale delle Digital Humanities ad Amburgo. Tra nerd, informatici e letterati, ho conosciuto Georgina Phipps, Editorial Assistant della Adam Matthew Digital. Quando le ho detto di aver pubblicato un romanzo in Italia, Georgina si è incuriosita e, durante il Beatles tour di Amburgo, abbiamo discusso di diversi argomenti, tra cui la necessità per un autore di avere un blog. Georgina diceva che ormai in Gran Bretagna le case editrici pubblicano raramente un autore esordiente che non assicuri una certa presenza online tramite i social network o, appunto, un blog personale. Sosteneva, cioè, che un autore per avere più chance di successo nella fase di pubblicazione di un romanzo e quella successiva di promozione debba gestire un blog.

Ma è davvero così?

In un’intervista su Scrittore Computazionale, Vanni Santoni, autore di Terra Ignota per Mondadori, sostiene che un blog è fondamentale per un autore, soprattutto se esordiente. Tuttavia crede che sia più interessante avere un blog per condividere con la comunità esperimenti di scrittura o testi inediti. Recensioni, opinioni e articoli sulla scrittura meglio su blog collettivi.

Personalmente ho sempre creduto che l’autore “debba” scrivere in un blog di qualità per costruirsi una rete di lettori fedeli. Da qualche tempo, lo ammetto, la mia opinione ha cominciato a vacillare. Per questa ragione ho vagliato la rete alla ricerca di argomentazioni a favore e contro il blog personale dello scrittore.

Blog sì, perché:

Se sei uno scrittore autopubblicato (e quindi non hai una grande casa editrice alle spalle) un blog è la base su cui pianificare il marketing del tuo libro

Se sei uno scrittore in cerca di un editore tradizionale, molte case editrici prediligono un autore che assicuri una buona presenza online

Gestire un blog può aiutarti a diventare uno scrittore migliore. Scrivere su un blog non è un lavoro banale: occorre costanza, abilità nell’intrattenere il lettore, bisogna essere in grado di rispettare scadenze precise e richiede uno studio continuo. Tutte qualità che tornano utili allo scrittore

Se davvero valido, il contenuto del tuo blog può trasformarsi nel tuo prossimo libro

Un blog può aiutare a costruire una comunità di fedeli lettori ancor prima che il tuo libro venga pubblicato

È un’ottima base per tessere la tua rete di contatti. Con altri autori, con i lettori, con gli editori. Un blog, cioè, amplia le tue possibilità e genera nuove opportunità

Blog no, perché:

Se vuoi scrivere il tuo prossimo romanzo, meglio non essere risucchiato dalle sabbie mobili del “quante visite ha realizzato oggi il mio blog”. E fidati, sono sabbie mobili pericolose

Il mondo dei blog è diventato molto competitivo. Non perdere tempo, scrivi!

Non a tutti i lettori interessa conoscere i dettagli della tua vita, come hai trascorso le tue vacanze o quali sono stati i problemi nello sviluppo della trama del tuo romanzo

Non è detto che una presenza costante su un blog incrementi la comunità dei tuoi lettori

“È una perdita di tempo”, scrive Jane Friedman. Meglio dedicarsi alla scrittura e a una presenza intelligente sui social network, e, in particolare, su Facebook. A proposito, vorrei ricordare un caso interessante: Stefano Sgambati, autore in uscita l’anno prossimo con Minimum Fax, ha raccontato in una presentazione al Salone del Libro di aver ricevuto una proposta di pubblicazione in seguito a un suo post su Facebook, condiviso da centinaia di utenti.

Siamo quindi al punto di partenza: blog sì o blog no? Forse Rachelle Gardner ha ragione, quando sostiene che deve essere lo scrittore a scegliere la strategia migliore. Cioè:

Apri un blog se e solo se

Ti diverte

Non ti porta via tempo prezioso alla scrittura

Hai davvero qualcosa da dire, e non lo usi solo per promuovere il tuo libro

Ti rendi conto che scrivere in un blog migliora la tua scrittura

Sono diversi anni che gestisco un blog personale, Scrittore Computazionale. E negli anni ho sperimentato sulla mia pelle come la concorrenza tra blog sia diventata ormai fortissima. Anche perché la blogosfera italiana pullula di blog multi-autore con cui è difficile, se non impossibile, competere. Sono mesi che mi chiedo se davvero valga la pena utilizzare il mio tempo nell’aggiornare costantemente il mio blog o se quel tempo non sia meglio speso nella scrittura. Vero è che grazie a Scrittore Computazionale mi si sono presentate opportunità ghiottissime. Penso per esempio alla pubblicazione in Canada dei miei Biotext; all’acquisto da parte di Atlantic Books di una mia foto, usata in un post su Scrittore Computazionale, per la copertina di “Then We Take Berlin”, un romanzo in uscita a dicembre in Gran Bretagna; alla partecipazione a una puntata di Fahrenheit condotta da Loredana Lipperini, dopo averle proposto un’intervistata per Scrittore Computazionale.

Tu cosa ne pensi? Credi che i vantaggi e le opportunità ripaghino l’impegno della gestione di un blog? Credi che un autore debba utilizzare tutto il proprio tempo nella scrittura? Qual è la tua esperienza personale? Se ti va, condividi la tua opinione nei commenti.

 Photo Credit

Parole chiave: #, #, #, #, #, #

Rubrica: Blog-a-book, L'Officina

  • Scritto da:

  • Arturo Robertazzi vive a Berlino, dove lavora come chimico computazionale alla Freie Universität. Oltre ad aver scritto saggi e articoli scientifici, è co-autore de La Lettura Digitale e il Web , in cui ha contribuito con uno dei primi studi realizzati in Italia sull'uso di Twitter da parte delle case editrici. Zagreb, il suo romanzo d'esordio pubblicato da Aìsara nel 2011, è disponibile da settembre 2013 in una seconda edizione esclusivamente digitale. Da ottobre 2013, la traduzione tedesca di Zagreb è in vendita in Germania. In Canada ha pubblicato The Infernal RNA Structures (settembre 2013), una riscrittura visuale dell'Inferno di Dante in strutture 2D di RNA. Tutte le RNArrative Structures sono raccolte nella pagina Tumblr #Biotext. Su Scrittore Computazionale scrive di chimica e scrittura, arti e scienza.


Commenta su Facebook

commenti

2 Commenti

  1. Anche io ho alternato diverse fasi nel mio rapporto con i social media (dico social media proprio per intendere sia i social network che il blog). E quello che ho maturato, la rotta che sto cercando di tenere, è che bisogna liberarsi degli “imperativi categorici dell’autore in rete”. Niente si deve. Tutto quello che si fa perché si deve viene spesso male, in una maniera forzata che i lettori percepiscono. Certo, questo significa correre il rischio che il blog resti inattivo per un po’, almeno in termini di aggiornamento dell’home page. E come il blog gli account su qualche social network.
    Ma per fortuna restano gli archivi: chi ha voglia di leggere, leggerà lo stesso.
    Senza contare che, nel caso dei blog, esiste un fenomeno bellissimo, ma spesso sottovalutato: la coda lunga. Chi lo dice che i lettori arrivano al mio blog perché la mia homepage è sempre aggiornata? Magari usano delle chiavi di ricerca e hanno voglia di leggermi a prescindere dalla data.

    (sto cercando disperatamente un articolo che ho letto recentemente sulla “morte” delle home page, se lo trovo lo condivido qui)

    Mi piace(3)Non mi piace(0)
    • Grazie Virginia per il commento.

      Sono d’accordo con te. Niente si deve. E poi il blogging sta cambiando, mi pare ovvio. Prima ti raccomandavano di scrivere almeno un post al giorno per garantire visibilita’. Poi ci si e’ accorti che un post al giorno era troppo, meglio due alla settimana, ma buoni. Ora, come dici tu, si parla di “coda lunga”.

      Io personalmente, come sai, ho deciso gia’ da un anno di scrivere “solo” un post alla settimana su Scrittore Computazionale e di provarlo a fare bene…

      Anche se ammetto: sto seriamente pensando di far evolvere il mio blog in qualcos’altro… ma non so bene ancora cosa :)

      Mi piace(3)Non mi piace(0)

Trackbacks/Pingbacks

  1. Ricapitolando 003 - Scrivo.me - [...] e interroga altri scrittori su quando e come e perché sia conveniente per uno scrittore avere un blog. E ...
Email
Print