Autoproduzioni a fumetti: serigrafare copertine e merchandising

Autoproduzioni a fumetti: serigrafare copertine e merchandising

La prima parte – dove abbiamo parlato di autoproduzioni, fumetti e perfino di come fare uno scarabeo in casa – la trovate qua.

Adesso che c’è un nome, serve tutto il resto.

Utile all’identificazione di quello che state mettendo su – specialmente nel marasma di autoproduzioni esistenti – può essere un logo facilmente riconoscibile. Qualcosa che abbia delle caratteristiche che anche ad una prima e rapida occhiata catturino l’attenzione e che, idealmente, alla seconda facciano ricordare la prima o per lo meno scaturiscano un effetto ehi-ma-io-questo-l’ho-già-visto.

Non so dire con certezza se la nostra scelta possa dirsi vincente, ma quello che abbiamo voluto come animale guida e logo di Amenità è un Jackalope. Così, anche se il meccanismo di cui sopra non dovesse funzionare, abbiamo comunque disegnato un animale molto bello.

Per chi non lo sapesse, il Jackalope è una lepre munita di corna di antilope. Ci piace soprattutto perché non esiste, tranne che nella mente fuorviata di qualche bifolco americano. Ne abbiamo fatta una versione stilizzata, monocolore, con un tratto unico, tondeggiande e con un profilo buffo e ridicolo. Diciamo che se la sua ombra apparisse di notte in un vicolo buio difficilmente spaventerebbe qualcuno.

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Con gli strumenti low-cost a disposizione abbiamo brandizzato una serie di oggetti: poster, borse, bustine, quello che avevamo sottomano che ci rendesse riconoscibili.

A seguire un po’ di consigli su come farlo spendendo il meno possibile: i metodi ‘fai da te’ di serigrafia su carta e stoffa sono molti e sempre più diffusi e davvero non è necessario rivolgersi alla tipografia più vicina. Da aggiungere che con questa soluzione parte del divertimento se ne andrebbe via.

La serigrafia può essere spiegata in breve come consistente di due step successivi: imprimere l’immagine che vogliamo su un telaio (detto anche stencil), riprodurre l’immagine con l’inchiostro su tutte le superfici che vogliamo. È sufficiente pulire il telaio ogni volta per poterlo riutilizzare illimitatamente.

telaioborse

Senza prendere in considerazione i manuali in commercio, solo online c’è un intero mondo di tutorial da scoprire e spulciare: God bless the interweb!

La nostra scelta per imprimere telai è stata quella di acquistare una Gocco – macchina giapponese fabbricata dalla Riso e purtroppo adesso fuori produzione. Ovviamente gli imprevisti non sono mancati e un telaio si è bruciato a causa di una lampadina errata. Dopo vari sforzi però ce l’abbiamo fatta e il risultato è stato più che soddisfacente.

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Altri metodi per stampare in autonomia sono ad esempio il sistema Lumi di serigrafia su stoffa  o la la letter press Stampomatica per biglietti da visita e cartoline, ancora in progettazione.

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Ripeto, in questo universo di soluzioni creative rivolgersi alla tipografia più vicina è davvero una scelta che uccide metà del divertimento. Non fatelo! A noi è piaciuto così tanto che abbiamo serigrafato anche le copertine di alcuni dei nostri albi.

Alla prossima, dove vi racconto come si addomesticano dei fumettisti, altro che lepri cornute.

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Rubrica: Volevo solo fare un party

  • Scritto da:

  • Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano. Odia l’inverno perché non sa mettere il piumino nel copripiumino. Adora i pirati. Quello che fa è raccolto qua.


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