Sergio Maistrello – Io editore tu Rete

Sergio Maistrello – Io editore tu Rete Foto di eFFe

Lo scaffale del self-publisher: quali sono i libri che non possono mancare nella libreria di un self-publisher? Classici e novità utili a diventare editori di se stessi.

 

Io lo vado dicendo da tempo, ma sommessamente, perché non vorrei mai urtare la sensibilità di chicchessia. O meglio, in realtà mi piacerebbe molto urtarla, e anche con un certa virulenza, così come spesso la mia, di sensibilità, viene urtata. Si tratta di eufemismi, si capisce. Il fatto è che in giro ci sono tanti pasionarios delle definizioni, fanatici del dizionario (del loro dizionario personale, of course), crociati del giusto, del bene e del bello. E guarda caso il giusto, il bene e il bello è solo quello che dicono loro – e allora daje! al self-publishing ed evviva l’editoria! Il male contro il bene, alfa e omega, il demoniaco e il divino, il bianco e il nero, Don Camillo e Peppone eccetera eccetera eccetera…

Io lo vado dicendo da tempo, ma sommessamente, perché non vorrei bestemmiare in chiesa, sono una personcina a modo. In America, dove si fanno meno problemi, lo dicono così: indie publishing. Che vuol dire? Vuol dire che tra autopubblicazione ed editoria tradizionale – intese come pratiche di lavoro, di business insomma – la differenza non è poi così grande. Occhio: non si parla di libri, ma di come si fanno i libri. E qui i modi sono tanti: c’è chi li fa benissimo, chi malissimo, chi così così, chi è bravo ma non si applica, proprio come al liceo. Tra il bene e il male esistono infinite sfumature di qualità. E io solo una cosa sopporto: la sfumatura.

Uno dei (pochi) libri sul mondo dell’editoria che riesce a mantenere un equilibrio di giudizio e una profondità analitica è l’ebook di Sergio Maistrello Io editore tu Retepubblicato solo in digitale da Apogeo. Non è un caso infatti che l’autore, nell’introduzione, esordisca così:

Questo testo parla agli editori. Dunque parla un po’ a tutti, perché tutti oggi possono produrre, curare, diffondere contenuti.

Trattasi di ovvietà – che però necessita di essere ripetuta ad nauseam contro gli isterismi dei fanatici dell’ontologia editoriale. Si tratta di un testo breve, che in maniera insieme arguta e precisa descrive lo scenario mutante dell’editoria contemporanea, quell’ecosistema di cui i self-publisher sono parte integrante e sempre più consistente. Maistrello, con quella misurata prudenza che contraddistingue gli analisti più rigorosi, non conclude pontificando o peggio profetizzando, bensì con il miglior consiglio possibile – provarci:

Caro editore-artigiano, non ti resta dunque che procedere a vista. Stiamo vivendo quella fase meravigliosa e stimolante che è la conquista di un nuovo mondo, di una terra di frontiera, di un nuovo modo di fare le cose. Non ci sono ancora grandi certezze, se non forse che oggi l’unico errore è non provarci, non sperimentare, non maturare esperienza, non formarsi in prima persona ai requisiti e agli effetti dei processi reticolari: non impari a nuotare finché non ti immergi nell’acqua.

Se vi va di tuffarvi ma siete ancora titubanti, questo ebook è un ottimo salvagente.

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Rubrica: Lo scaffale del self-publisher

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