Come scrivere un’email: i consigli di Aristotele, Jane Austen e Lewis Carroll

Come scrivere un’email: i consigli di Aristotele, Jane Austen e Lewis Carroll Credits: Mediaeval and Modern History by Philip Van Ness Myers, 1905

Ah, i cari vecchi consigli di una volta, la saggezza del buonsenso colto e centenario (o millenario). Sul newsmagazine della BBC abbiamo trovato un pezzo divertente di Simon Garfield, scrittore appassionato di corrispondenza. Garfield ha raccolto qualche storico suggerimento valido ancora oggi, al tempo delle email.  Si tratta di consigli desunti da grandi autori del passato: Aristotele, Montaigne, Lewis Carroll, Jane Austen, insomma gente che di scrittura ne capiva parecchio. Fra le perle scovate da Simon:

 

  • La regola di Aristotele

Nella corrispondenza scrivi come parli. La regola piaceva tanto a Jane Austen ma fu coniata da Aristotele nel lontano 360 avanti Cristo. “Una lettera dovrebbe essere scritta allo stesso modo di un dialogo,” riporta Artemone, primo curatore della corrispondenza firmata dal filosofo.

 

  • La regola di Lewis Carroll

Lewis Carroll è autore di Alice nel paese delle meraviglie ma anche del brevissimo  Otto o nove sagge parole su come scrivere le lettere. Nel quale insegna:  ”se avete scritto qualcosa che può offendere, mettete da parte la lettera per una giornata, e poi leggetela come se foste voi il destinatario”. Questo procedimento, secondo Carroll, potrà  forse portarvi a riscrivere la lettera completamente,  togliendo le parole “dal sapore aspro dell’aceto” per sostituirle con quelle dolci “come il miele”. E ancora: “se il mittente vi rivolge un’osservazione grave, ignoratela, oppure ammorbidite la risposta.”

 

  • La regola dell’attachment immediato

Di nuovo Lewis Carroll: “Se nella lettera state scrivendo che allegate un documento, abbandonate subito la scrittura, alzatevi dalla tavola e andate a prendere il documento e mettetelo nella busta: altrimenti, state certi che lo ritroverete da qualche parte troppo tardi, dopo la spedizione”. Un consiglio che valeva 125 anni fa come oggi, nell’era della posta elettronica.

 

  • La regola di Montaigne 

Quando scrivete un’email siate spontanei, siate liberi. Sembra una parafrasi di Steve Jobs, invece è quanto si desume dalla lettura del grande Michel de Montaigne (1533-1592), secondo il quale “i formalismi hanno decretato la morte dell’autentica corrispondenza”. E secondo Garfield, monsieur Montaigne si sarebbe divertito come un matto a leggere i saluti formali e finali, per nulla spontanei, a chiusura di certe email del XX e XXI secolo.

 

  • La regola di Ugo da Bologna (XII secolo)

Quando occorre, si può anche scrivere la lettera “strisciando ai piedi” del destinatario: i maestri epistolari del XII secolo come Ugo da Bologna non avevano pari nell’artificio di fare complimenti all’interlocutore per blandirlo.  ”Un trucco molto utile anche quando si applica un lavoro o si chiede un prestito”, aggiunge sornione Simon Garfield.

 

  • Le regole di un nobiluomo inglese

Per questa regola, l’autore è un aristocratico del XVII secolo, tale Filippo, secondo conte di Chesterfield. Un signore che nel suo manuale educa la figlia a rileggere con cura prima di chiudere la busta (ovvero premere il tasto dell’invio), controllando l’ortografia sul dizionario e eliminando ogni ripetizione. Altra regola del conte: rispondere a tutti, sempre, a meno che non si voglia passare per maleducati.

 

Il decalogo completo lo trovate su BBC Newsmagazine. Se avete altre regole, per favore condividetele con noi, lasciandole nei commenti a questo posto.

 

 

Parole chiave: #, #

Rubrica: L'Edicola

Commenta su Facebook

commenti

7 Commenti

  1. Vorrei simpaticamente segnalare la regola del conte al vostro direttore: rispondere a tutti, sempre, a meno che non si voglia passare per maleducati….

    Mi piace(0)Non mi piace(0)
    • La redazione di Scrivo.me

      Gli hai mandato un’email?

      Mi piace(0)Non mi piace(0)
      • Mi piace(0)Non mi piace(0)
        • La redazione di Scrivo.me

          Allora risponderà. Il direttore è un uomo forse non rapido ma molto, molto educato.

          Mi piace(0)Non mi piace(0)
        • Confermo, sono stato un po’impaziente.

          Mi piace(0)Non mi piace(0)
  2. Edoardo Brugnatelli

    Roberto, non sia mai che proprio io mi sottragga alla soave ma inflessibile regola del conte. Totus Tuus

    Mi piace(1)Non mi piace(0)
    • Così finirò per arrossire…

      Mi piace(0)Non mi piace(0)
Email
Print