Vincenzo Cerami – Consigli a un giovane scrittore

Vincenzo Cerami – Consigli a un giovane scrittore Foto di eFFe

Lo scaffale del self-publisher: quali sono i libri che non possono mancare nella libreria di un self-publisher? Classici e novità utili a diventare editori di se stessi.

 

È da un po’ di tempo che, a intervalli regolari, tengo d’occhio le nuove uscite su Amazon dedicate all’autopubblicazione; libri, ça va sans dire, autopubblicati nel 99% dei casi. Ne ho acquistato qualcuno, ne ho apprezzati pochissimi. Ad un certo punto, all’inizio del 2013, notai che il numero di tali titoli stava subendo un consistente aumento: il lettore alla ricerca di un manuale, un testo tecnico o una generica introduzione al mondo del self-publishing, non aveva che l’imbarazzo della scelta:

Alcuni titoli relativi al self-publishing su Amazon

Alcuni titoli relativi al self-publishing su Amazon

Tra titoli altisonanti e copertine abborracciate, l’imbarazzo della scelta si stava trasformando in imbarazzo per quegli autori – fatte alcune debite eccezioni, di cui dirò presto. E allora oggi, che mi è toccato scrivere questa prima puntata dello scaffale del self-publisher, mi sono chiesto con quale titolo avrei cominciato questa rubrica di raccomandazioni.

Sono andato a vedere allora cosa offriva il mio scaffale (concretamente, una libreria Billy comprata a 19 euro in offerta all’Ikea nel lontano 2006), nella sezione “editoria e scrittura” (sì, le mie librerie sono organizzate per sezioni, e questo perché secondo un amico strizzacervelli ho una personalità a tratti ossessiva): ho scartato immediatamente il Corso di linguistica generale di Ferdinand de Saussure e l’Avviamento all’analisi del testo letterario di Cesare Segre. A fianco a questo, tra gli Einaudi (dentro ciascuna sezione della libreria i testi sono divisi per editore, ovvio no?), ho rivisto un libro che ho comprato nel 1997, all’età di vent’anni, e che ricordavo essere una lettura che all’epoca mi piacque molto: i Consigli a un giovane scrittore del recentemente scomparso Vincenzo Cerami.

Possiedo l’edizione del 1996, quella di Einaudi appunto, e nello sfogliarla, stamattina, è esalato dalle pagine tutto l’odore del tempo. Che è molto simile a quello dell’umidità, per capirsi. Ho rivisto alcune sottolineature, e mi sono ricordato che l’insegnamento che più apprezzai – nei miei vent’anni pieni di entusiasmo letterario – fu che uno scrittore deve evocare, non spiegare. Show, don’t tell. Non ci sono mai riuscito, e infatti sono finito a fare il professore. Ma, per cominciare, mi sembra un buon consiglio.

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Rubrica: Lo scaffale del self-publisher

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