Il tuo libro non è un ferro da stiro

Il tuo libro non è un ferro da stiro Photo credit: http://www.flickr.com/photos/38523785@N00

Ricordo ancora quando firmai il contratto di edizione del mio primo romanzo. Ero in un ufficio postale di Berlino e, appoggiato a uno di quelle scrivanie alte, guardavo e riguardavo il mio nome, quello della casa editrice e il titolo del romanzo. Firmai, richiusi la busta e la spedii. Una volta fuori, all’aria fredda di Karl-Marx-Straße, mi dissi che avrei fatto tutto il possibile per “promuovere” il mio romanzo.

Già da allora mi era però chiaro che la parola “promozione” è una parola fuorviante. Non potevo, mi dicevo, fare promozione del tipo: “compratevi Zagreb”. Temevo che in pochi post avrei stancato coloro che mi seguivano. Piuttosto, dovevo girare attorno agli argomenti del romanzo, provando a incuriosire il lettore e farlo venire a me.

Con questa idea, mi misi all’opera. La mia presenza online dopo la firma del contratto – il romanzo sarebbe uscito un anno dopo circa – si fece più consistente e mirata: sperimentai l’approccio “twitter+blog”. Postando recensioni, notizie su scrittori, consigli di scrittura, dovevo fare in modo che a ogni tweet il follower mi associasse al mondo dell’editoria; con il blog dovevo raccontare i passi che mi portavano, da autore esordiente, verso la pubblicazione del romanzo e la prima presentazione.

La mia si tenne a maggio 2011 al Salone del Libro di Torino: l’esperimento “twitter+blog” fu un successo.

Spento il computer, decine di followers erano saltati in macchina per assistere alla mia presentazione o per incontrarmi allo stand della casa editrice. Un viavai di “non ancora lettori”, già followers, che erano a Torino anche per comprare il mio libro.

Dalla firma del contratto sono passati quattro anni circa. Quattro anni in cui non sono stato di certo l’unico a scoprire le potenzialità del web. Il risultato è che la concorrenza è diventata fortissima, la qualità dei blog e dei profili twitter molto alta, con la conseguenza naturale che non ci si può improvvisare blogger e utilizzare l’approccio naif che avevo usato io e sperare di ripetere lo stesso successo riscosso al primo salone del libro.

Sono però anche quattro anni in cui credo di aver imparato qualcosa su come un autore possa sfruttare le tecnologie messe a disposizione di tutti per far sì che ci sia una discussione attorno alla propria opera e dare all’opera la visibilità che merita.

In questo spazio, una volta ogni due settimane, proverò a condividere con te quello che ho imparato e con te apprendere nuovi metodi e nuovi trucchi per fare “informazione” e quindi promozione.

Prima di andare nel dettaglio con i prossimi articoli, vorrei provare a convincerti che sostituire la parola “promozione” con la parola “informazione” sia un primo passo verso un approccio più efficace.

Secondo la Treccani, promozione significa: “strumento di marketing per incrementare a breve scadenza le vendite […]”. Ma il tuo libro non è una merce qualunque, non è una lavatrice né un ferro da stiro. Il tuo libro, se è un buon libro, nasconde un tesoro che può arricchire il lettore.

Hai scritto un romanzo storico? Racconta al lettore la storia vera su cui si basa il tuo romanzo. Hai scritto un romanzo in cui una città è protagonista? Racconta la storia della città, i segreti dei quartieri, le leggende popolari.

È vero, alcuni libri si prestano meglio di altri a queste soluzioni, ma sono sicuro che ogni libro, quando è riuscito, possa stimolare una discussione laterale. E su questa possibilità dovrebbe fare perno la tua attività “promozionale”.

Promuovi il tuo libro, sì!, ma non farlo frontalmente – correndo il rischio di stancarci dopo tre tweets. Raccontaci piuttosto com’è nato, le difficoltà che hai incontrato, raccontaci la vita dei personaggi prima che entrino nel tuo romanzo o fai parlare un personaggio secondario e rendilo protagonista di un blog.

Le soluzioni sono davvero tante e con questa rubrica proveremo a scoprirle insieme.

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Rubrica: Blog-a-book

  • Scritto da:

  • Arturo Robertazzi vive a Berlino, dove lavora come chimico computazionale alla Freie Universität. Oltre ad aver scritto saggi e articoli scientifici, è co-autore de La Lettura Digitale e il Web , in cui ha contribuito con uno dei primi studi realizzati in Italia sull'uso di Twitter da parte delle case editrici. Zagreb, il suo romanzo d'esordio pubblicato da Aìsara nel 2011, è disponibile da settembre 2013 in una seconda edizione esclusivamente digitale. Da ottobre 2013, la traduzione tedesca di Zagreb è in vendita in Germania. In Canada ha pubblicato The Infernal RNA Structures (settembre 2013), una riscrittura visuale dell'Inferno di Dante in strutture 2D di RNA. Tutte le RNArrative Structures sono raccolte nella pagina Tumblr #Biotext. Su Scrittore Computazionale scrive di chimica e scrittura, arti e scienza.


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