Cosa sono gli eBook, e cos’è un ePub

Cosa sono gli eBook, e cos’è un ePub Un lettore eBook (foto di Andrew Mason, da Flickr, CC BY 2.0)

Parliamoci chiaro: non è che quella dei libri elettronici sia una situazione così chiara, e di certo i produttori di eBook Reader o i produttori di software (i programmi che usate su computer o tablet) non collaborano per rendere le cose più semplici.

E allora dedichiamo questo primo episodio del nostro mini corso sugli eBook a mettere i puntini sulle “i”, per sciogliere ogni dubbio e avere una panoramica più completa – e soprattutto chiara – della situazione.

Formati formati formati

Esistono, e sono esistiti, una quantità di formati per i libri elettronici. Moltissimi di questi sono caduti in disuso, altri non sono propriamente libri elettronici.

Il formato LIT, di proprietà di Microsoft, per esempio, fa parte della preistoria. È stato usato all’inizio degli anni ’90, durante il primo tentativo di creazione di un mercato degli eBook. Poi, fortunatamente, è sparito dalla circolazione.

Il PDF, invece, è ancora vivo e vegeto. Anzi, vivissimo. Ed è talmente strausato da tutti che è diventato uno standard e non più un formato proprietario di Adobe. Ma i libri in PDF non sono libri elettronici: sono PDF, informazioni digitali di un impaginato, per lo più utili a un’estrema portabilità, ma sopratutto per la stampa.

Un vero libro elettronico

Un libro elettronico ha altre caratteristiche. Ossia le seguenti (quelle principali, almeno):

  • è flowable, vale a dire che il testo si adatta allo schermo su cui viene letto. È forse la caratteristica più importante in assoluto: non importa se hai un iPhone o uno schermo da 30 pollici, il testo vi si adatterà, e non rischierai mai di ritrovarti (e far ritrovare il tuo lettore) con un testo troppo piccolo o troppo grande. Un PDF resta sempre così come si presenta, su qualsiasi schermo. Hai mai provato a leggere un PDF su un iPhone?
  • si può operare sul testo. Con questo si intendono un po’ di cose diverse: innanzitutto con un ePub si può personalizzare dimensione e layout del testo (font, soprattutto), poi è possibile ricercare all’interno del testo una parola o una frase, chiedere definizioni al dizionario di sistema (se il dispositivo lo permette), prendere appunti, evidenziare (queste ultime due cose si possono fare anche con un PDF, ma vuoi mettere..?)…
  • un file ePub possiede al suo interno un foglio di stile. Scritto nel linguaggio CSS, il foglio di stile permette di creare una pubblicazione gradevole, ma soprattutto multipiattaforma: oltre al testo flowable, infatti, anche il foglio di stile può essere un valido aiuto per ottimizzare la resa grafica dei tuoi libri per i vari dispositivi. Esempio: hai scelto un layout a due colonne? Su smartphone le due colonne affiancate possono diventarne tranquillamente due consecutive (affiancate starebbero “strette”), tramite i CSS media queries.
  • la possibilità di inserire metadati rende un eBook in ePub un libro completamente ricercabile attraverso diversi parametri: non solo autore, editore e titolo (come da bibliografia tradizionale, diciamo), ma anche ISBN, autore dell’introduzione, fotografo, pseudonimo, responsabile del mark-up… insomma, chiunque abbia collaborato alla sua realizzazione può essere oggetto di ricerca!

Com’è fatto un ePub

Un ePub, dunque, è un file molto più complesso (dal punto di vista delle informazioni che contiene) di un PDF, ed è uno standard, rispetto ad altri formati come il MOBI (quello oggi usato da Amazon, per intenderci) o l’antico LIT di Microsoft.

La sua struttura è molto semplice. Vediamo l’ePub come se fosse (e in fin dei conti, lo è davvero) un file ZIP. All’interno del pacchetto abbiamo tre elementi: una cartella META-INF, un file mimetype e un’altra cartella OEBPS (può chiamarsi altrimenti, spesso si chiama OPS, ma un nome solo è più facile da ricordare). Esploriamo ora il nostro file come se fossimo un software di lettura.

Entriamo nel file ZIP che ha estensione .epub e, per prima cosa, vediamo il file mimetype, che ci dice che ci troviamo di fronte a un file ePub. Bene, essendo un ePub, sappiamo che dobbiamo entrare nella cartella META-INF e guardare nel file che c’è dentro, il quale ci dirà dov’è il file OPF, il cuore del nostro ePub. Di solito, questo file sta subito dentro la cartella OEBPS. Infatti, è lì. Questo file contiene tutti i metadati relativi alla pubblicazione, la lista (completa di posizione) di tutti i file che compongono il libro (fogli HTML, CSS, immagini, font e quant’altro) e l’ordine in cui tutti i fogli HTML andranno letti. Inoltre, dentro il file OPF c’è la guida, che inquadra alcuni elementi fondamentali come la copertina e l’indice, dicendoci in quali file sono tali elementi.

Ora sappiamo cosa stiamo leggendo, dove dobbiamo andare a pescare i file che ci verranno richiesti, e in quale ordine dobbiamo leggere questi file. Quindi: HTML (o XHTML) per i testi, CSS per lo stile, JPEG o PNG (meglio limitarsi a questi, per ora) per le immagini, TTF o OTF per i font, e infine un bel file NCX per l’indice. Il file NCX non è nulla di strano: è un file XML, con una sua sintassi particolare, e serve a costruire l’indice richiamabile, di solito, da ogni pagina dell’eBook (quindi, non l’indice che si mette all’inizio o alla fine del libro, bensì un indice “aumentato”).

 

L’immagine in evidenza è di Andrew Mason (Creative Commons, Attribution 2.0 Generic, CC BY 2.0)

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Rubrica: e-book yourself!, L'Officina

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commenti

4 Commenti

  1. Bell’articolo, complimenti

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    • Roberto Inversa

      Grazie!

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  2. Ben scritto, ma mancano gli EPUB3 FXL, che non sono flowable ma sono altrettanto utili…

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    • Roberto Inversa

      Be’, sì, mancano!
      Spero di poter scrivere un articolo a parte sui Fixed Layout, qui non è ho parlato solo per questioni di spazio… Mancherebbe anche un bell’approfondimento sui Read Aloud, in verità! ;)

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